lunedì, 22 giugno 2009

An alternative night.

Ieri sera ho visto un film in tv (ok, già questo ha dell’incredibile). Proprio uno di quei movies che mai guarderesti di proposito, a meno che non ti venisse propinato con l’inganno. Uno di quelli che, solamente a pronunciarne il titolo, la glicemia s’impenna a livelli di rischio salutistico. Ecco: “Come farsi lasciare in dieci giorni” ha, invece, piacevolmente stupito anche me. Finale scontato, indubbiamente. Ma più di una scena mi ha fatto riflettere. E commuovere. E sorridere. E sognare. E sperare. Nonché sbavare (e questo forse avrei potuto ometterlo).

La mia anima è sopra il pregiudizio: non credo di averne. (Klemens von Metternich)

 

MissRain alle 12:06 in:
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sabato, 20 giugno 2009

Morte di un cinico disincanto.

Doveroso spegnere per qualche minuto il  player del mio blog ed avviare quello del video. Questo pezzo, scoperto or ora casualmente in rete, mi fa sussultare e rabbrividire. Lunghi brividi di piacere. Poche note di pianoforte. Poi una voce soave inizia la sua lenta cantilena. Versi scanditi dai tasti del piano con l’assurdo potere di rapirmi, immobilizzarmi mentre le dita, quasi fossero protesi staccate dal resto del corpo, iniziano la loro repentina danza sulla tastiera. Repentino è un aggettivo che si addice anche al mio cambiamento. Quel mio mutamento discontinuo nel breve periodo ma costante negli anni. Fortunatamente. Mi sento molto più sicura di me stessa, oggi. Chissà, voglia di riscatto. Poi, si sa, a volte basta poco. Io, con i miei nuovi blocchi di andesite ben posati sulle spalle, nuovamente scalfita da una piccola ed inaspettata goccia di pioggia. La ricetta quasi scontata, basta un pensiero un po’ più pensato. Perché, anch’io, fingo di non capire alcune cose. Perché conviene. Perché fa meno male. Come quel viaggio a Parigi, o quel concerto il sabato sera in piazza, o ancora qualsiasi altra notte passata in un altro letto. Come quel matrimonio che certamente non è il tuo ma rimane comunque una cerimonia pubblica dove tu siederai accanto ad un mio surrogato. Come quell’attimo in cui lei, in chiesa, emozionata ed intenerita dalla cerimonia potrebbe aver voglia di prenderti la mano e fissare quei tuoi occhi scuri messi in risalto dalla tanto odiata cravatta chiaro-scura a righe che indossi per l’occasione. Quel pensiero è in realtà la somma algebrica di troppe situazioni che si fingono inesistenti. Ma è qui che viene il bello. Mentre riaggancio in fretta per tentare di riappendere allo stesso tempo anche tutti quei cazzo di pensieri che s’intrecciano, accade la cosa straordinaria. Mi stupisco di me stessa: seduta sul letto ancora disfatto, mi sento felice. Carica di infelicità che riesco, ancora una volta, a tramutare in felicità. E noto, fiera, che dunque quel recente cambiamento non ne ha risentito. Non ho perso la sicurezza acquisita. In questo preciso istante non mi sento affatto fragile. Al contrario, incredibilmente viva: perché conosco anche l’altro lato della medaglia e perché, meglio di chiunque altro, ti conosco. Ma, soprattutto, perché amo. Perché continuo ad amare anche se la vita è una bastarda. E' perciò falso sostenere il mio perenne cinico disincanto. E chi se ne importa se non si può far comprendere agli altri ciò che tu stessa tenti di soffocare ogni giorno. La melodia nel frattempo è terminata ma poco importa. Io continuo a sentire l’eco delle prime note da cui son stata rapita, appena un paio di minuti dopo aver riagganciato e un paio di minuti prima della morte del mio cinico disincanto. Buon matrimonio, tesoro.

MissRain alle 17:32 in:
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lunedì, 25 maggio 2009

èStoria 2009, V Festival Internazionale della Storia

Gorizia, 23 maggio 2009: Presentazione del libro "L'Anarchico Borghese" (biografia su Indro Montanelli) di S.Gerbi e R.Liucci, con la partecipazione di Marco Travaglio e Massimo Fini nell'ambito di èStoria 2009, V Festival Internazionale della Storia.

èStoria 2009

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A festeggiare il centenario montanelliano (Indro Montanelli nasceva a Fucecchio, Provincia di Firenze, il 22 aprile 1909) Sandro Gerbi e Raffaele Liucci tornano in libreria con l’Anarchico Borghese, il secondo e conclusivo volume della biografia (1958-2001) di uno dei giornalisti italiani più rispettati. A presentazione e promozione del libro, un’incontro organizzato ad hoc all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia all’interno di “èStoria”, V edizione del Festival Internazionale della Storia. Ospiti attesissimi della serata i giornalisti Marco Travaglio e Massimo Fini, i cui interventi hanno permesso un confronto di stile con gli studi storici effettuati ed elaborati dai due autori.
Puntualissimi tutti (pubblico compreso che, anzi, si è addirittura preoccupato di arrivare con qualche ora d’anticipo per assicurarsi un posto a sedere), esattamente alle 21.00 il primo ad impugnare il microfono è Sandro Gerbi, il quale apre la serata con un interrogativo che verrà a mano a mano smantellato nel corso dell’incontro: Come mai Indro Montanelli, a cent’anni dalla nascita, suscita ancora accese discussioni e la sua fama sembra godere d’immortalità?
Innanzitutto, come anticipa Gerbi, per la sua longevità sui quotidiani: basti pensare al fatto che il Montanelli è stato sul campo per 70 lunghi anni, periodo in cui la sua presenza sulla stampa italiana è stata praticamente costante.
In secondo luogo, grazie alle sue “diaboliche” capacità intuitive: innumerevoli ed apprezzate le sue intuizioni talvolta davvero fulminanti, geniali.
In terzo luogo, per la sua innata capacità di suscitare polemiche: sin dalla tenera età, infatti, gli venne affibiato dal padre il soprannome di “Schizogeno”, etimologicamente dal greco “generatore di divisioni” o “seminatore di zizzania”. Una sorta, cioè, di provocatore professionale.
Alla rigorosa introduzione di Gerbi succede l’intervento del collega Liucci che, partendo dalle motivazioni della scelta del titolo per giungere a quelle riguardanti la copertina, affronta un’analisi piuttosto sommaria del libro, quasi a voler lasciare agli ospiti tutto il tempo d’addentrarsi nelle spinose questioni politico-sociali connesse.
Liucci, dunque, spiega che il termine “borghese” ha valore decisamente provocatorio, dato che, in quegli anni, un po’ ci si vergognava ad essere definiti tali; circa il termine “anarchico” invece, è lo stesso Montanelli ad essersi così autodefinito: “io sono un anarchico sui generis. Non voglio scardinare lo Stato, sono per la legge e l’ordine, aborro il movimentismo turbolento e l’utopismo chiassoso. Il fatto è che lo Stato, e le istituzioni, vengono incarnati da personaggi dei quali conosciamo tutto, e dai quali subiamo tutto. Lo Stato diventa, cioè, Potere. E per il potere ho un’allergia profonda e irresistibile”. Da qui la scelta del titolo, per il suo essere giornalista indipendente, senza padrone.
In merito alla copertina, poi, Liucci mostra come essa raffiguri un Montanelli quasi sconsolato: un ritratto lucido, disincantato, amaro. A detta dello stesso autore, probabilmente si tratta di una copertina poco attraente ma decisamente molto realistica.
COPERTINA LIBRO
Ma l’autore è costretto a limitarsi a questa breve analisi, senza poter scavare in profondità, poichè il tempo, ahinoi, stringe ed è già la volta dei due ospiti.
Sia Travaglio che Fini, attraverso simpatici e singolari aneddoti di carattere talvolta personale, raccontano di un Montanelli battagliero, instancabile, burbero ma anche sentimentale e generoso.
Massimo Fini sottolinea la sua eleganza ed intuitività. Parla di un laico conservatore, un uomo di Destra; Destra che, però, nulla ha a che vedere con la Destra berlusconiana. Il suo antiberlusconismo degli ultimi anni, infatti, non va letto come un voltafaccia: semplicemente Montanelli detesta la “volgarità” del Premier come uomo, come “politico” o, meglio, come personaggio. Ricordiamo che Berlusconi voleva imporre a Il Giornale[1] una sua visione politica e della società che il giornalista mai accettò; proprio per questo egli fu messo alla porta dal nostro attuale Presidente del Consiglio che, come sappiamo, sembra non gradire molto giornalisti …e non solo!
Ed ancora Fini, che si serve dei pochi minuti rimastigli a disposizione per scandagliare due aspetti fondamentali della biografia di Montanelli: quello umano e quello professionale.
Sotto l’aspetto umano, lo definisce un “orfano della Prima Repubblica”: con il crollo di quest’ultima, infatti, Montanelli inizia a non comprendere più la società e la politica del tempo. Diviene un uomo fuori dai suoi tempi: non capisce la Lega; cadono i principi liberali in cui aveva fermamente creduto per tutta la vita. Insomma, la nuova concezione politica gli va stretta.
Sotto l’aspetto professionale, invece, Fini parla di un’estrema chiarezza che contraddistingue i suoi scritti. Montanelli usa toscanismi e termini complicati ma l’architettura del testo è semplice e chiara. Ed è anche qui che risiede il suo fascino: nella capacità di colpire allo stomaco il lettore.
Particolarità condivisa anche da Marco Travaglio, il quale però preferisce convergere principalmente l’attenzione del pubblico sull’aspetto politico della vita di Montanelli.
Secondo Travaglio, tra il 1989 ed il 1993 il giornalista sembra cadere in una sorta di rapidissimo invecchiamento a causa dell’assenza di un vero e proprio nemico da contrastare, che gli permetta di rimanere un uomo attivo e pieno di stimoli; perchè questo avvenga sarà necessario attendere l’aprile del 1994: con la discesa in campo politico di Berlusconi, infatti, Montanelli ringiovanisce, si ricarica e torna a scrivere quotidianamente. Il suo intento è quello di mettere in guardia gli italiani circa la pericolosità di un “uomo della provvidenza” in grado di risolvere ogni problema, paragonandolo addirittura ad una malattia, dalla quale l’Italia poteva tuttavia guarire.
Ma pochi anni dopo, nel luglio 2001, Montanelli si spegne in una clinica di Milano. Un’incolmabile perdita per l’Italia, non solo per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo o di aver intrattenuto rapporti con lui.
In conclusione, più che un semplice incontro questo, un vero e proprio viaggio nel passato prossimo del Bel Paese attraverso l’intrigante e passionale biografia di Indro Montanelli, giornalista, scrittore e divulgatore storico che rimarrà ben ancorato nella memoria storica italiana; non potrebbe essere altrimenti per una delle firme italiane più lette ed una delle voci più ascoltate del dopoguerra.
Del resto, come si potrebbe commettere l’errore di dimenticare chi ha lottano una vita intera per qualcosa che oggigiorno è vera e propria utopia, ovvero la diffusione di una libera e corretta informazione?


[1] Il Giornale è un quotidiano di Milano. Fu fondato da Indro Montanelli nel 1974, con il successivo ingresso nella proprietà editoriale, quattro anni dopo, di Silvio Berlusconi allora imprenditore e non attivo in politica, che ne acquisì il 30%, incrementando il controllo fino all'82% negli anni novanta. Come vendite si colloca al sesto posto tra i quotidiani d'informazione nazionali.
 
sabato, 16 maggio 2009

Lentamente vivo.

E' per questo che a volte penso, dico, faccio cose contrarie al buon senso, ad ogni ragionevole consiglio. Cose che emergono dal profondo. Che probabilmente farei bene ad ignorare. Maledetta coscienza. Ma preferisco sbagliare, inciampare, ancora cadere. Rischiando di Vivere.

MissRain alle 22:52 in:
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giovedì, 30 aprile 2009

Briciole

Non si può vivere di briciole per sempre.  

 

MissRain alle 20:53 in:
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mercoledì, 29 aprile 2009

Yuhuuu! ...e meno male che c'è yahoo...

Non so che dire.Gente strana.  Ridiamoci sù.

 

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090408022048AAfM4V8

 

L'idiozia, quella "vera", mi fa paura. Ma l'ignoranza e la stupidità mi terrorizzano. Boh.

 

MissRain alle 20:36 in:
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giovedì, 16 aprile 2009

Salsedine e poi...

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E' profumo di salsedine che uccide noie e malinconie.

Che colora il viso, le spalle, i piedi.

Che ti stringe in un bacio lento.

E non ti abbandona più.

 

 

MissRain alle 23:56 in: sole e mare, salsedine, emozioni estive
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lunedì, 23 febbraio 2009

Ciò che vedo è...

vedere

La notte. E ancora un incubo. Un peso. Un nodo stretto. Un coltello all'occhio. Il risveglio. E ancora un incubo. Immagini reali, ora. Che si rincorrono velocemente. Che vorrei fermare ma la mano è traditrice. Uno sguardo è ciò che mi basta per capire e osservare cose che altri quasi certamente non vedono, perchè non guardo con gli occhi.

MissRain alle 22:24 in:
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venerdì, 13 febbraio 2009

Apriti.

Fingi che tutto vada bene. Un'altra brava attrice. Anche se le risate isteriche tra noi al bar per colazione non mentono, anzi sciolgono ogni dubbio. E scivolano così le tue giornate, e con esse i mesi, e poi gli anni. Tra un marito e la casa da accudire. Il lavoro e le numerose urgenze quotidiane da sbrigare. Ma dentro te un solo grande sogno nel cassetto. Un sogno che, in fondo, è anche il mio e che racchiude il senso della vita. Finora hai fatto immensi sacrifici per cercare di realizzarlo. Hai messo da parte la tua intera persona. Senza ricevere comprensione. E per l'ennesimo atto d'amore stai concedendo del tempo. Ed hai tutto il mio appoggio. Ma, nel frattempo, mi auguro che tu riesca a sfruttare questo tempo per aprirti al mondo. Apriti al bello. Regalati emozioni, oltre che donarle agli altri. Lo devi a te stessa. Il tuo sogno merita una mamma Felice.

Dobbiamo capire che c'è di più, lì fuori.

L'amore non si accontenta di un pezzo. L'amore vuole tutto. L'infinito.

Il tredici marzo insieme, per innamorarci di nuovo. Di noi stesse.

 

MissRain alle 17:46 in:
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sabato, 24 gennaio 2009

riCadere

E come sempre Maci tocca le giuste corde.

Sono la Tua donna senz'ombre,

tanto bramata quanto rinnegata.

Una donna imperfetta

vestita di grazia e incoerenza,

d'ossigeno in assenza.

Una donna qualunque

con se stessa perennemente adirata,

che guarda nella stessa direzione

solo con occhi appesantiti.

Di consapevolezza.

Di una morte imminente.

Dell'odore acre.

Del buio silente.

 

 

Sono la Tua donna senz'ombre

perchè non so essere altro,

nemmeno da qui.

buio

MissRain alle 21:46 in:
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domenica, 18 gennaio 2009

Difendiamo il pluralismo, leggiamo L'Internazionale.

internazionale cover

Io l'ho scoperto qualche tempo fa grazie ad una splendida persona, un amico splinderiano, e da allora, ogni venerdì mattina, l'edicola è la mia tappa "obbligata" prima del macchiatone al bar. 

Quindi perchè non consigliarlo a mia volta?

www.internazionale.it

(Some opinions about... http://www.ciao.it/Opinionisulprodotto/Internazionale__39484)

 

MissRain alle 14:13 in: internazionale, informazione
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sabato, 17 gennaio 2009

San Valentino Vs Internet.

Rieccoci. San Valentino alle porte e non si perde occasione per sponsorizzare la cosa. E la cosa, stranamente, non sembra infastidirmi troppo. In fin dei conti, sul fatto che io sia innamorata, dubbio alcuno. Come sul fatto che questo non abbia granchè senso. Ma questa è un'altra storia. Per l'occasione, in altre circostanze, mi sarebbe piaciuto regalare un biglietto aereo per trascorrere un week end fuori città (cazzo, per 'na volta che cade di sabato!). Invece credo lo passerò attaccata alla bottiglia di gin che comprerò la sera prima al super. Viaggerò, a modo mio, nella mia stanza. E via di cucchiaiate di gelato sotto il piumone al ritmo di rhythm 'n blues. Patetica, lo so, ma mai quanto alcuni individui che, travolti dalla frenesia della tecnologia, si affideranno anche per l'occasione al web. Ma dico io, almeno per quel giorno, evita no! Macchè, proprio ora scatta il conto alla rovescia al dilagare di siti che promuoveranno la possibilità di ordinare mazzi di rose virtuali, con tanto di scelta del tipo di fiore, del colore, del bigliettino e della musica di sottofondo. Fantastico, no?! Ed il tutto comparirà all'ora prestabilita sullo schermo dell’..ehmm..amata. Wow, che culo (poverina)! 

Ma dove andremo a finire?

Questo è il vero pensiero che mi darà la nausea più del gin, quella sera...

MissRain alle 21:06 in:
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mercoledì, 14 gennaio 2009

A passeggio per il mondo.

Sentirsi: ormai esausta, sfinita, eclissata. Vedersi: partire, mollare tutto, prenotare ora. All'istante. Senza ripensamenti. Solleticante tentazione. MA. C'è sempre un "ma" di troppo. Non sarebbe lo stesso. Ogni passo calcherebbe una traccia ben precisa in una terra sconosciuta. Dove la prima tappa sarebbe fin troppo scontata. Il tutto ridotto ad un lungo filo conduttore tratteggiato da una promessa mai dimenticata. Già qui tramutata in vivido desiderio inespresso. Prima che sia primavera.

MissRain alle 22:50 in:
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martedì, 13 gennaio 2009

Chiedersi qual è.

 

Prima o poi annegherò in quel lago d’allegria mancata che sfuma irrimediabilmente l’iride.

MissRain alle 23:22 in:
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lunedì, 12 gennaio 2009

Venerdì al Bek and Cik!

In via del tutto eccezionale, stasera mi va di usare questo spazio per promuovere due dj milanesi, due amici conosciuti poco più di un anno fa' in occasione di un concerto dei Rezophonic, a Carpi. All'epoca il loro progetto non era ancora nato ma ora che stanno praticamente spopolando in Lombardia, trovo giusto approfittare della loro prima trasferta in casa (mia) per evidenziare quest'evento:

Venerdi 16 gennaio:

Al Bek and Cik (San Donà di Piave) nuovo appuntamento dedicato ai dj set d’autore e alla musica “fuori dagli schemi”! Special guest in menu (from Casa139, Magnolia, Alcatraz, …) il dj set firmato dal duo The Bad and the Ugly (
http://www.myspace.com/badanduglydj ) pronto ad infiammare la notte sandonatese con una miscela esplosiva a base di '80, electro, indie & rock. Con loro anche l’immancabile resident dj Maurodix, tastierista degli Ottodix, gruppo rivelazione della scena electro-pop made in Italy.

Dalle ore 21.30. Ingresso libero.

BEK AND CIK
Galleria Leon Bianco, 18 – San Donà di Piave (VE).
Info: 3464930039.

MissRain alle 21:50 in:
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domenica, 11 gennaio 2009

Mielato imbroglio.

fotoweb

A volte menti. Non vorresti ma lo fai. Sei brava. Meriteresti un oscar come miglior attrice protagonista. Perchè non ti va di infierire nel dolore. Perchè lo faresti volentieri tuo, come se il tuo non fosse già abbastanza. Se solo servisse a catturarlo e gettarlo via per sempre. Fuoriesce così quella tua voce, calda e decisa. E’ come una mano tesa al nulla. Sei sola, immobile su quel letto mentre ti copri e ti scopri al ritmo delle sue parole, che rimbalzano in quel buio che ti fa ancora troppa paura. E la tua falsità sta per raggiungere l’apice. Così, continui a parlare, sicura di te, capovolta in quel mondo interiore che ti scivola addosso. Così, immagini la serenità del suo sorriso riempirne il viso. Solo questo ripaga il tuo mielato imbroglio.

MissRain alle 20:17 in:
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domenica, 11 gennaio 2009

Tutta questione di tempi.

Il latte mi disturba. Niente paura, non ho intenzione di pubblicizzare marchi di latte ad alta digeribilità. Ma è la verità. Eppure non riesco a farne a meno. Ne adoro l'odore, il colore, il sapore. Eppure non lo digerisco. Ma non vi rinuncio. A piccole dosi, senza esagerare. Solitamente la sera, prima di dormire. E' la mia coccola quotidiana. E' allora che rivedo mio fratello, a tredici-quattordic'anni. Le nostre "gare". All'epoca io il latte lo prendevo solo la domenica, d'inverno, come oggi. Le rare volte in cui mamma non ci faceva trovare le tovagliette profumate e la cioccolata calda fumante. Ed ogni volta riuscivamo ad ustionarci la lingua. Comunque, tornando al latte, in casa mia si adorava inzupparci qualsiasi cosa si trovasse su quel tavolo. Macine, Galletti, Abbracci, Pan di stelle. E poi fette biscottate burro e marmellata, torta di mele, torta margherita. Ma i biscotti li preferivamo. Anche se il più delle volte non arrivavano "a destinazione", ricadendo nel tazzone. Tutta questione di tempi. Non si calcolavano bene. D'altro canto, ogni biscotto c'aveva il suo. Allora li lasciavamo lì, a macerare, finchè tutto il latte veniva assorbito e sostituito da una morbida e profumata poltiglia. Bei tempi.

MissRain alle 14:24 in:
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venerdì, 09 gennaio 2009

Mea culpa.

Con l’amaro in bocca, a luci spente, mi lascio andare al suono di questo costante dolore pulsante. L’istinto può giocare brutti scherzi. Così, ora, la trappola. Coperta dal peso insostenibile di errori comportamentali e di valutazione. Quello più grande, forse, il dividermi costantemente in troppi scomparti privati. Mal celati da una bizzarra ironia, dietro cui permea la convinzione della mia assoluta responsabilità in tutto questo. La mela avvelenata è nel mio cestino. Rappresenta  ciò che sono, e sono stata. E ciò che, per questo, forse non potrò essere mai.

[...]"When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse"...
Lights will guide you home
and ignite your bones"[...]

(Coldplay_Fix You)

MissRain alle 21:31 in:
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venerdì, 09 gennaio 2009

Lo sterminio della verità.

1 giorno all'esame di "Diritto dell'informazione e della comunicazione". Per il quale, sinceramente, non mi sento ancora adeguatamente preparata. Ammetto che, in questo caso, anche rifarlo non mi spiacerebbe.

3 giorni al Grande Fratello 9. Si riparte con l'arma di distrazione di massa. E si persevera nell' evitare di affrontare i problemi. Quelli veri. E si sceglie la comunicazione proiettata alla disinformazione.

MissRain alle 12:21 in:
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venerdì, 09 gennaio 2009

Vita da principiante karateka...

Mai provato a saltare un ostacolo di circa sessanta cm a piedi uniti all'indietro? No? Benissimo: se non avete a vostra disposizione un materassino adeguatamente imbottito alle spalle e ci tenete almeno un pochino al vostro "lato b", non provate!

E comunque un Sensei non dovrebbe ridere delle disgrazie altrui..!

 

MissRain alle 00:12 in:
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